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“Amico GPL” , il serbatoio di Gpl firmato WTS GAS

Nel 1994, in uno scenario italiano arretrato e compiaciuto del proprio immobilismo, la Walter Tosto si fa portatrice di innovazione: da qui nasce il serbatoio interrato “Amico Gpl”. L’innovazione, dimostratasi vincente, fu quella di creare un involucro da inserire intorno al serbatoio. Questa aggiunta fornì la possibilità di interrarlo, effettuando uno scavo di dimensioni ridotte, assicurando altresì che eventuali dispersioni venissero contenute nella doppia parete, saturata la quale, il gas può fuoriuscire in atmosfera attraverso i presidi di sicurezza preposti.

COM’È NATO IL SERBATOIO “AMICO GPL”?

“Nel 1984 in Italia si potevano installare solo serbatoi di Gpl all’aperto. Si chiamavano in gergo “maialini” perché da lontano ricordavano le fattezze del simpatico animale. Erano serbatoi dal corpo tondeggiante e quattro gambe di ferro montate sotto la pancia per sostenerlo. Non era certo un bel vedere per i proprietari delle abitazioni che dovevano utilizzarli per riscaldarsi e cucinare. D’altra parte i pochi che volevano provare a nascondere sotto terra il serbatoio dovevano avere a disposizione un ampio spazio, oltre a poter contare su buone risorse economiche. Dovevano infatti realizzare un profondo scavo, costruire una “camera di cemento di armato” e piazzare il serbatoio al suo interno. Logico quindi che in pochissimi optassero per questa scelta, anche per l’invasività della soluzione. Sta di fatto che, insieme al citato ingegner Giovanni Poillucci (oggi scomparso) pensammo a una soluzione innovativa: quella di mettere “un guscio” al serbatoio. Risultato? La nascita di “Amico Gpl”, l’unico composto da un serbatoio metallico contenuto a sua volta in un involucro (guscio) realizzato in polietilene autoportante. Questo serbatoio può essere ispezionato facilmente con una sonda endoscopica per verificarne le condizioni, mentre il guscio evita che il Gpl, in caso di perdite, si possa diffondere nel terreno. L’idea venne brevettata e il successo fu immediato: l’anno era il 1994 e la Walter Tosto si propose come l’unica a realizzare un prodotto simile, venduto peraltro in tutta Italia. I clienti? Quasi esclusivamente le società che commercializzavano il Gpl. Le quali lo concedevano in comodato d’uso all’utente, previa fornitura del gas. Ma in molti pensavano a una scorciatoia, nel senso che spendendo meno per la realizzazione del serbatoio si guadagnava di più. Fortuna volle che il nostro prodotto interrato lo volessero tutti. E per averlo dovevano rivolgersi a noi riconoscendo, in tal modo, il successo di un imprenditore venuto dalla provincia che era riuscito a imporsi sul mercato in maniera dirompente. All’epoca il re delle bombole e dei serbatoi per Gpl era, come accennato, la società Antonio Merloni (che faceva parte dell’omonima grande famiglia di Fabriano, in provincia di Ancona), ma la Walter Tosto di Chieti aveva rotto i loro equilibri di mercato, creando qualcosa di nuovo e inaspettato. Insomma, un prodotto da copertina.

LE STRATEGIE DEI CONCORRENTI DI FRONTE AL SUCCESSO DEL NOSTRO SERBATOIO DI GPL

La reazione dei concorrenti al nostro successo non si fece attendere e così nel novembre del 1994 la Merloni Spa si mise a produrre e vendere un serbatoio denominato “Il Tubero” per lo stoccaggio del Gpl sotto pressione del tutto identico a quello realizzato, prodotto e venduto da noi. A quel punto ci rivolgemmo alla Giustizia ordinaria e ottenemmo, lo ricordo ancora, il sequestro dei loro serbatoi. Pensavo, in questo modo, di aver risolto il problema, visto che anche il Tribunale aveva accertato l’esistenza di una contraffazione e il diritto esclusivo della Walter Tosto a commercializzare il serbatoio “Amico Gpl” che, nel frattempo, era diventato diffusissimo in Italia. E questo successo commerciale mi consentiva di continuare a investire nell’innovazione aziendale. All’epoca avevamo, in pratica, due stabilimenti che producevano il serbatoio Amico in diverse capacità e il totale degli addetti era arrivato a quota 300. Un successo che mi inorgogliva. Purtroppo non immaginavo nemmeno lontanamente quello che stavano tramando ai miei danni. Sta di fatto che mentre eravamo concentrati nello sviluppo del serbatoio Amico – migliorandolo in tutte le sue caratteristiche – nelle “stanze romane” si stava preparando la … rivoluzione. Abbiamo detto: il nostro serbatoio era l’unico che poteva essere installato sottoterra in forza di un provvedimento di equivalenza rilasciato dai competenti organi dello Stato. Ma l’Ispesl – attenzionato sul problema da coloro che non accettavano di acquistare dalla Walter Tosto – aveva deciso di avviare una “sperimentazione”.”

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