Caro carburanti - Antitrust - accise

Caro carburanti: denunce all’Antistrust, richiesta chiarimenti e taglio alle accise

Caro carburanti - Antitrust - accise

Metano +121% in un anno. L’unione Nazionale Consumatori presenta un esposto all’Antitrust.

L’UNC (Associazione Nazionale Consumatori) ha presentato un esposto all’Antitrust per denunciare possibili speculazioni sul caro carburanti.

I rincari hanno coinvolto il GPL con un +34%, ma è stato il Metano a subire l’aumento di prezzo più pesante con un +121% in un solo anno.

Una situazione che ha cambiato totalmente il panorama dei consumatori: oggi per fare un pieno a un’auto a GPL si spendono 9 euro in più rispetto ad un anno fa, mentre per un pieno di Metano costa oltre 16 euro in più.

Si sospetta che dietro al caro carburanti ci possa essere una vera e propria speculazione.

Sulla base di questo dubbio legittimo l’Unione Nazionale Consumatori ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust. Un atto dovuto contro gli inspiegabili rincari di benzina e gasolio. L’UNC ha quindi chiesto che la Guardia di Finanza verifichi eventuali speculazioni lungo la filiera.

 

Ora l’Antitrust chiede informazioni alle compagnie petrolifere.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito dello straordinario aumento dei prezzi della benzina e del gasolio che si è registrato negli ultimi giorni nonché delle numerose denunce ricevute ha notificato, il 18 marzo, precise richieste di informazioni alle maggiori compagnie petrolifere avvalendosi anche della collaborazione della Guardia di Finanza.

L’obiettivo è quello di approfondire le ragioni dei rialzi e valutare intervento su eventuale violazione delle norme su abuso di posizione dominante o intese restrittive della concorrenza.

 

Caro carburanti: arriva il taglio sulle accise.

Il 18 marzo il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il decreto che prevede un taglio delle accise di 25 centesimi, fino al 30 aprile, su benzina, oli da gas e gasolio, gas di petrolio liquefatti (GPL) usati come carburante.

Il decreto contiene le misure urgenti per contrastare gli effetti economici ed umanitari della crisi ucraina.

Nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, il premier Mario Draghi ha dichiarato: «Le misure ammontano a 4,4 miliardi di euro che si aggiungono ai 16 miliardi spesi negli ultimi 6 mesi».

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