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Processi produttivi: con il GPL si risparmia fino al 30%

Il caro energia sta mettendo a durissima prova tutte le categorie produttive, in particolare quelle legate alla manifattura. Le aziende che oggi utilizzano il Metano come fonte di energia si ritrovano a pagare circa il 400% in più, rispetto a 2 anni fa. Se aggiungiamo gli effetti della pandemia sul mercato, lo scenario diventa estremamente drammatico per l’economia dei processi produttivi.

La soluzione al caro energia: passare al GPL.

Le aziende che attualmente utilizzano il Metano per i processi produttivi e per il riscaldamento, possono convertire agevolmente la fonte energetica con una molto più economica: il GPL.

Passare da metano a GPL, infatti, significa risparmiare fino al 30%. Un abbattimento dei costi evidente che, oggi più che mai, rappresenta un aiuto fondamentale per la sopravvivenza di moltissime aziende.


Perché il GPL conviene più del Metano?

L’esempio grafico mostra chiaramente come il GPL sia più conveniente rispetto al Metano.

Per avere il potere calorifero di 1 m3 di metano servono 745 gr. di GPL. Quindi a parità di energia il Metano costa 1,50 €, mentre il GPL solo 1,20€. Di seguito, riportiamo la panoramica grafica che evidenzia le differenze tra le due fonti energetiche in questione.

GPL processi produttivi e riscaldamento. Risparmio del 30%

 

GPL: con l’agevolazione fiscale il risparmio raddoppia.

Le aziende che utilizzano il GPL per la combustione possono godere di una defiscalizzazione che permette una riduzione fino al 90% sull’accisa gravante sul GPL stesso.

L’agevolazione fiscale viene autorizzata, previa verifica, dalle Agenzie Doganali alle aziende che hanno una volumetria di stoccaggio di almeno 10m3 e almeno due utenze.

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